PELLEGRINAGGIO ALLA GERUSALEMME TOSCANA

La “Gerusalemme di Toscana” è un altro meraviglioso gioiellino di piccola ricostruzione di Terra Santa, grazie alla ricostruzione di luoghi o segni che, nel Medioevo, potevano consentire ai pellegrini di fare comunque un’esperienza di pellegrinaggio senza dovere affrontare i rischi e la lunghezza del viaggio fino in Palestina.

E qui, a San Vivaldo, sono arrivati in pellegrinaggio, domenica 8 ottobre, anche i volontari della Piccola Gerusalemme veronese, accolti dai frati che eressero il proprio monastero quali guardiani della “Gerusalemme di Toscana”.

L’ottantina di volontari del progetto “Verona Minor Hierusalem” era guidata da don Martino Signoretto e dalla coordinatrice Paola Tessitore che qui hanno incontrato e scambiato segni di gemellaggio con l’assessore alla cultura del Comune di Montaione, Elena Cosinovi.

La Gerusalemme di Toscana è costituita da 21 cappelle e tempietti dislocati sul Sacro Monte di San Vivaldo, disposti secondo un preciso impianto topografico: il loro ordine, all’interno della suggestiva e spirituale area boschiva riproduce, in scala, l’esatta planimetria di Gerusalemme.

Ogni edificio è arricchito internamente, e nel caso della edicola del crucifige annessa alla casa di Pilato, anche all’esterno, da affreschi e gruppi scultorei in terracotta a freddo di scuola robbiana ispirati a episodi della passione e alla vita di Cristo. Nella chiesa di San Vivaldo (XIV secolo), con annesso il chiostro e il refettorio, sono conservate le reliquie (foto 5).

Nella raffigurazione della salita al Calvario (foto 6), la grandiosa scena di figure invita il visitatore a partecipare; in questo caso ad affiancarsi al corteo aperto dal soldato e dai due ladroni in vesti bianche.

Dopo la suggestiva visita alla Gerusalemme di San Vivaldo, adagiata sulle dolci colline fiorentine, i pellegrini arrivati dalla Minor Hierusalem di Verona hanno proseguito per la seconda meta, un’altra piccola Gerusalemme nel cuore questa volta di Bologna, il cosiddetto complesso delle “Sette Chiese”, voluto da San Petronio quale ricostruzione simbolica dei luoghi della Passione di Cristo, e proprio per questo denominato “Sacra Hierusalem”.

All’interno della chiesa del Santo Sepolcro, l’impianto ottogonale per cui è anche detta la Rotonda (foto 8).

Particolare è poi la posizione scostata, rispetto alle altre, di una colonna in marmo cipollino nero che ricorda la colonna dove Gesù venne flagellato (foto 9).

All’esterno della chiesa del Santo Sepolcro, il cortile di Pilato che ricorda il luogo dove Gesù fu condannato. Al centro il catino di Pilato (VIII secolo).

La chiesa della Trinità o “del Martyrium” è a cinque navate. Al suo interno si ammira il gruppo ligneo della fine del Duecento, con l’adorazione dei Magi a grandezza naturale:

questo sarebbe il più antico presepe realizzato con statue a tutto tondo.

Il pellegrinaggio si è concluso con una visita al piccolo museo che ospita l’affresco raffigurante il patrono di Bologna, San Petronio, mentre regge, secondo la sua iconografia, il modello della sua chiesa.

 

Katia Benedetti

Volontaria progetto “Verona Minor Hierusalem. Una città da valorizzare assieme”

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