QUELL’AUSPICIO A MATITA…

Era il 13 giugno del 1948. Quella sera, il violinista Umberto Zanolli suonava al Teatro Romano quando, un improvviso temporale interruppe il concerto e lui si trovò al riparo del portone della chiesa di Santi Siro e Libera. Una chiesa nel disastro del Dopoguerra, in totale abbandono, chiusa da anni… Così, tirare fuori una matita e lasciare un messaggio di auspicio, gli venne facile, spontaneo. Poco dopo si trasferì in Messico e non vide mai compiersi il suo sogno. La scritta ricorda ancora oggi tutta l’attesa e l’affetto per questa chiesetta abbarbicata sulla cavea del Teatro Romano, fiore all’occhiello del progetto “Verona Minor Hierusalem, una città da valorizzare assieme” e restituita ai veronesi. Ecco allora la testimonianza della nipote Laura che, grazie proprio alla bellissima storia ricostruita dal giornalista Giuseppe Anti, ha riconosciuto grafia e firma dello zio, poi divenuto direttore d’orchestra in Messico, e proprio nei giorni scorsi è voluta venire a Verona per rivedere, in vece dello zio, le porte della chiesa di Santi Siro e Libera finalmente riaperte al popolo… Guarda l’intervista:

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